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lunedì 2 novembre 2009

Easy as pie (The house).

Dexter-Morgan da Jamie(bn(tp)c).
Il codice di Harry è infranto. Del tutto questa volta. Prima ancora di considerare l'atto di pietà in sé, lo si legge nel volto di chi, a commettere "sgarri" sempre prontamente (auto)riconosciuti, d'un tratto riceve approvazioni susseguenti l'una all'altra: prima l'amico vero, quello che non ti abbandona nel momento del bisogno, che sacrifica, rinuncia e si colpevolizza riconoscendo buon senso e ragionevolezza al proprio compagno in situazioni come dire, compromettenti; poi gli affetti genealogici, incarnati da chi sempre in un angolo ha tenuto il proprio personaggio di "interno alle faccende", sapendo e ignorando, per l'intera durata delle indagini, verità camuffate ad un pubblico non troppo condiscendente. Quest'ultimo, la sua finale espressione, le sue ultime parole sono la prova che ciò di cui incerto fino a ieri compivi, non ha bisogno di essere ricondotto a certi termini, a certe leggi andate a male, formulate da un padre nauseante sulle lame da lavoro insanguinate. Tutto questo impegno di sostegno "morale" vale molto di più di quello che può sembrare agli sconosciuti del caso; vale a dire infatti pace, liberazione dai lunghi, e di sicurezza ottenebranti, tormenti sul trovarsi nel giusto, sul sentirsi cattivo con la scusa pronta del codice. Quest'alone si è sciolto come scongelato, passando per ambienti più caldi anche per gelidi geni solitari. Ora Dexter Morgan non segue più istruzioni preventivate da altri, né modifica queste a proprio piacimento; egli ha ormai raggiunto una sua maturità d'azione non più giustificata, ma indipendente, vigile in base alle scelte malsane di ognuno, in base al giusto non relativo. Ha preso in mano la propria vita a tutti gli effetti, decidendo la morte per gli altri quale autentica mano sinistra di Dio, al fine di rendere giustizia, cessando il dolore per chi ne commette e per chi ne soffre. Ho sentito scivolarmi addosso l'estratto del tuo passeggero oscuro tante volte ma se devo scegliere, fra datate rivelazioni e squilibri precari, questo è il passo della tua vita che più preferisco, perché sorprende ad ogni avvenimento, comico o responsabile che sia. Le mie ancora acerbe sensazioni le lascio da parte in modo da godermi, rilassato, momenti d'oro da incorniciare come questo, in quanto so che la prudenza per uno come te non è mai troppa. Vero?

"Tutte le persone che ho ucciso mi hanno chiesto pietà, un concetto che non ho mai capito... finora."
"Questa, questa è la pietà. Ma solo per un'amica".

(Dexter Morgan)

Music by: Daniel Licht
Photo by: Jamie(bn(tpc)

lunedì 12 ottobre 2009

Said the spider to the fly.

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In bilico tra la forma e la vita. Me lo hai dimostrato tu. Mi hai segnato, mi hai fatto trasudare, mi hai cambiato e ora mi hai fatto crescere. La vita è un compromesso ma il sollievo raggiunto ad un traguardo insperato è massimo, assoluto. Ci saranno altre crisi, ma nessuna potrà mai mettere a rischio un equilibrio così guadagnato come questo. Poco tempo fa odiavo certe risposte sputate fuori da una bocca forsennata, alcune esposizioni, diverse confidenze troppo ardite, mentre ora, non solo rivedo tutto quanto come un duro lavoro, ma godo anche del possesso di tale, enorme disposizione. Una chiusura ermetica, esagerata sulla pelle di chi veniva da ossequi adolescenziali, accuse e rimorsi incandescenti, seguita da uno scompenso di contrattazioni irrinunciabili al genere umano, sino a concludere la difficile ascesa concedendosi a tratti, con l'odio per se stessi e la vittoria, la presa di coscienza subito dietro. Perciò, si dia inizio alle danze, sventolino le bandiere e suoni quella musica tanto trionfale, il nuovo Dexter si è scoperto di volta in volta ed ora è arrivato, mai così calmo ed emozionato. Il sottoscritto uguale. Quella nostra è stata una catena di passaggi tutti da studiare, una fatica eroicamente portata a termine. Il rapporto fra il vero e la finzione, impossibile rinunciare a l'uno o all'altro, si deve per forza vivere secondo patti stipulati per tenere a bada gli altri, le iene pronte a svezzare buone usanze di distanza, e noi stessi, lupi terrorizzanti e terrorizzati. Nessuno si accorge di quanto valga questo ingresso, diverso da tutti gli altri per le emozioni provate, che si leggono sul viso, un tempo malamente interpretate oggi spontanee, nemmeno poi paurose. L'accettazione è solo il primo passo di una svolta conclusiva meno amara, di un riconoscimento e un'identificazione nella parte precedentemente recitata; i termini perdono i significati iniziali e assumono valenze neutre ma indossate in prima persona. O meglio:

"Essere un fratello. Avere un amico. Avere una moglie, una famiglia. Fiona, lo desiderava a tal punto da inventarselo, da interpretare lei tutte le parti. Ma, se si interpreta una parte a lungo, se ci s'impegna davvero, diventerà mai reale? Io potrei diventare reale?"

"Molti attori lavorano duramente nell'oscurità, senza mai affrontare le luci della ribalta. Ma se affini la tua arte, se lavori con diligenza, puoi ritrovarti ad interpretare il ruolo della tua vita."

(Dexter Morgan)

Music by: The Paper Chase
Photo by: Daemon's TV

lunedì 21 settembre 2009

Guardare avanti, impercettibilmente con lo sguardo rivolto indietro.

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E' quello che dovrei e che non riesco a fare. La mancata realizzazione di certe condizioni non potrebbe mai incrinare l'andamento di un'esistenza che altrimenti sarebbe fra pareti d'acciaio nemmeno poi tanto anti-proiettili, ma sicuramente essa rimanderebbe all'infinito, in un balenare continuo di indecisioni, la scelta alla quale in qualche modo ultimamente mi sento più chiamato del solito. Il solletico questa volta me lo ha fatto Dexter, la cui storia, dopo una breve parentesi d'intemperanza dalle deprecabili tinte inodore (mai senza fiducia in una risalita), è pronta per essere scritta nuovamente e secondo un nuovo e mirabile esempio. Ma proprio quando il primo giorno di vacanza è cominciato, basta un incontro per rendersi conto di quanto le passate azioni, frutto incalcolabile di desideri impulsivi o meditati, siano fatte per influire su quello stesso giorno, pensato per ristrutturare e chiudere definitivamente con l'ormai lontano trascorso. Questa ha quindi tutte le caratteristiche per essere una sindrome (maggiorata da esperienze e chiusure ermetiche) insanabile nel suo completo, per cicatrici e sfumate maniere che nel profondo ancora son presenti e bruciano ogni tanto nei sogni e nella realtà, andando a coincidere con la finitudine dell'uomo? Di conseguenza, e fino ad oggi inconsciamente, è pertanto la "malattia mortale", la disperazione che attanaglia il mio: se non guarirò avrò comunque già preso la mia decisione (estetica?), ma il fallimento, in ogni caso, farà di me un incapace alla vita. E tutto per ora torna. Mangiare sano, allevare cuccioli, essere tu apprendista e nel contempo modello come si fa in un vero e proprio nido, rinunciando, sempre parzialmente, all'indole per affezioni migliori: in condizioni critiche come le precedenti, questa, caro Dexter, sembra momentaneamente la soluzione a te più affibiabile. Per quanto riguarda la mia, inutile dire che rimando e che per ora sceglo di non scegliere fino a nuovo ordine. Le ripetizioni millenarie aumentano e si moltiplicano di brano in brano; anche questa volta in mancanza di (mi scuso per l'indirizzamento poco valido da gioco di parole) colonne sonore e musiche da ispirazione, rimando a live poco brillanti e dalla discutibile registrazione sonora e visiva.

Music by: Ocean Colour Scene
Photo by: Matias Damian Franco Del Carlo